Dal 06.11.2020, e fino al 03.12.2020, è in vigore il nuovo DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte.

Rispetto alla strategia fin ora intrapresa nella lotta al coronavirus, che ha visto l’applicazione di regole uguali per tutto il territorio nazionale (con la possibilità per i singoli governatori regionali di reformatio in peius in base alle linee guida dettate nei DPCM), il governo questa volta ha deciso di applicare una normativa che differenzia le regioni in base a tre aree, caratterizzate da uno specifico colore: GIALLA, ARANCIONE e ROSSA.

La modalità di funzionamento di tale disciplina è molto semplice: il regime di base valido è quello appartenente all’area GIALLA, ma alcune regioni, in base all’analisi di 21 parametri da parte del ministro della salute Speranza – https://www.ilfattoquotidiano.it/…/covid-ecco…/5993256/ – possono rientrare nell’area ARANCIONE (elevata gravità) o ROSSA ( massima gravità).

AREA GIALLA

– Rientrano in quest’area: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

– Regole:

  • Art. 1 comma 1: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. […] E’ fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.” // Continua l’obbligo di mascherine all’aperto. Rimane stabile, inoltre, la volontà del governo di voler inserire raccomandazioni all’interno di documenti che poi vengono fatti applicare con forza di legge (anche non avendola tecnicamente).
  • Art. 1 comma 3: “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E’ in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi…salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute…” // Nel nuovo DPCM la nostra vita sociale ha perso un’ora. Il coprifuoco scatta alle 22.00, fino alle 5 del mattino successivo. Inoltre, nonostante la fortuna di vivere in un’area gialla, ci raccomandano (nuovamente) di non spostarci il resto della giornata.
  • Art. 1 comma 9 sez. b): “Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento.” // Ci preme ribadire l’importanza del riconoscimento del diritto a manifestare in forma aggregata, anche se con delle restrizioni non sempre compatibili con il concetto di manifestazione.
  • Art. 1 comma 9 sez. s): “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che il 100% delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata.” // Dopo soli 10 giorni dall’implemento della DaD al 75% arriva la decisione definitiva, per le superiori sarà didattica da casa per (immaginiamo) tutto il periodo di emergenza Covid-19.
  • Art. 1 comma 9 sez. ff) – gg): “le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni […] nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.” – “le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; […] resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio…, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.” // Negozi aperti in base alle ormai nuove abitudini a cui ci stanno abituando, ma centri commerciali chiusi nel week-end. Confermato per le attività di ristorazione la chiusura anticipata alle 18.00 per quanto riguarda il servizio al tavolo. Asporto fino alle 22.00, per potersi almeno mangiare una sfizzioseria a casa e non dover far fronte a troppe persone che chiedono il sussidio tutte insieme.
  • Art. 1 comma 1 sez. mm): “A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale…è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50%; […] il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale…al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto.” // La contraddittorietà della logistica nella gestione del servizio di trasporto pubblico continua ad essere palese. In realtà però quello che avevamo anticipato si è avverato: analizzando il testo dello scorso DPCM, si poteva già intravedere una certa volontà del governo di scoraggiare fortemente lo spostamento delle persone all’interno delle singole città, adesso ciò si è palesato – i trasporti dovranno funzionare al 50% della capienza…chissà se così riusciranno ad evitare il sovraffollamento.

L’articolo 1 del DPCM si applica nella sua interezza su tutto il territorio nazionale. Alle aree ARANCIONE e ROSSE viene invece applicata una normativa maggiormente restrittiva, fermo restando l’applicazione delle disposizioni presenti nell’art. 1 in tutti quegli ambiti in cui nulla dice la normativa specifica.

AREA ARANCIONE (Scenario di elevata gravità)

– Rientrano in quest’area: Puglia e Sicilia

– Regole:

  • Art. 2 comma 4 sez. a) – b): “Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita [dalla regione], salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.” – “Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute…” // Confinamento all’interno della regione ARANCIONE ed impossibilità di spostarsi all’interno di essa tra i vari comuni (con le solite opportune deroghe). Ricapitolando, differentemente dall’area GIALLA, non puoi uscire dalla regione, non puoi uscire dal comune e, mi raccomando, magari resta proprio a casa va’.
  • Art. 2 comma 4 sez. c): “sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) […] Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.” // Le prime ad essere colpite dal cambio di colore sono le attività di ristorazione, che subiscono l’impossibilità del servizio al tavolo per l’intera giornata. Si assiste così alla chiusura della maggior parte delle attività di ristorazione, consentito infatti, per le attività a cui si confà, solo l’asporto e la consegna a domicilio.

Area ROSSA (scenario di massima gravità)

– Rientrano in quest’area: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.

– Regole:

  • Art. 3 comma 4 sez. a): “Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita [dalla regione], nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.” // Restare a casa non è più una raccomandazione ma obbligo.
  • Art. 3 comma 4 sez. b): “sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie” // Tra i pochi motivi per uscire di casa è compreso, ovviamente, andare a fare la spesa. Tutte le altre attività devono serrare i battenti, non più soltanto i ristoratori (la sez. c) al presente comma ne conferma la chiusura, mantenendo l’asporto e la consegna a domicilio fino alle 22.00 – come stabilisce l’art. 2)
  • Art 3 comma 4 sez. e): “Consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale.” // Partendo dall’assunto che si intende per attività motoria anche semplice camminare o andare in bicicletta (https://it.wikipedia.org/wiki/Attivit%C3%A0_motoria…), non è chiaro quale sia la distanza percorribile senza un intervento specificativo di un’ordinanza regionale. Ad oggi, nonostante tale formula fosse presente anche nei DPCM della fase 1, non c’è una consuetudine formata che possa stabilire con precisione la portata di tale disposizione. Tale attività motoria può essere svolta in compagnia (una passeggiata con un amico che abita nei pressi di casa tua è, analizzando la disposizione, consentita – è importante saperlo) mentre lo sport è praticabile solo in forma individuale.
  • Art. 3 comma 4 sez. f): “fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria…e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.” // DaD anche per il secondo e il terzo anno di scuole medie, oltre che per le superiori. Restano aperte solo le scuole dell’infanzia, le elementari e le prime medie. Il nodo scuola continua ad essere fonte d’attrito tra il governo e le Regioni…il vero punto della situazione pare essere il fatto che questi poveri ragazzi si infettano più facilmente durante il tragitto casa-scuola-casa che in classe, dove le norme anticontagio sono rispettate in maniera certosina, in alcuni casi (forse) fin troppo. Fatto sta che, considerando anche la riduzione dei trasporti del 50%, ritorna la contraddittorietà della gestione, soprattutto pensando a quanti soldi sono stati spesi prima del nuovo anno accademico per la sicurezza degli studenti.
  • Art. 3 comma 4 sez i): “I datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza.” // Il ritorno dello smart working, forse meglio definibile come con un completo mescolamento di vita privata ed orario di lavoro. Smart per Loro, deprimente per te.

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Appare chiaro come le aree ROSSE si avvicinino fortemente, se non quasi del tutto, al lockdown della fase 1; già dalle aree ARANCIONI però, assistiamo alla compressione totale di alcuni diritti, in particolare i diritti presenti negli articoli 16 e 21 Costituzione.

Questa suddivisione delle regioni è stata decisa dal ministro della salute Speranza con ordinanza firmata il 3 Novembre e produce effetti a partire da oggi 6 Novembre. https://www.corriere.it/…/dpcm-ordinanza-ministro…

Tale ordinanza avrà valenza per un periodo di 15 giorni, nei quali il ministro dovrà tenere sotto controllo l’andamento del virus all’interno delle varie regioni, al fine di poterne modificare l’area di appartenenza se, in base alla valutazione dei parametri di cui sopra, le regioni vadano a rientrare dopo tale periodo di tempo in un’area di rischio diversa.

Si legge nel documento: “Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale…verifica il permanere dei presupposti [della divisione iniziale] e provvede con ordinanza all’aggiornamento del relativo elenco, fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione. Le ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto.”

Di seguito il link per leggere il testo integrale del DPCM https://www.gazzettaufficiale.it/…/2020/11/04/20A06109/sg