Il 27.10.2020 si è tenuta al Palazzo del Quirinale la riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In base alla nota diffusa dal Quirinale, hanno presenziato alla riunione:

  • Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Giuseppe Conte;
  • Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Luigi Di Maio;
  • Il Ministro dell’Interno, Dott.ssa Luciana Lamorgese;
  • Il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini;
  • Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, On.Prof. Roberto Gualtieri;
  • Il Ministro dello Sviluppo Economico, Sen. Stefano Patuanelli;
  • Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli.

Erano altresì presenti:

  • Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Riccardo Fraccaro;
  • Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Dott. Ugo Zampetti;
  • Il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Gen. Rolando Mosca Moschini.

Il Consiglio Supremo di Difesa è un organo previsto dalla nostra costituzione, che si riunisce solitamente almeno 2 volte l’anno. Come riporta il sito istituzionale della presidenza della Repubblica, il Consiglio è “sede istituzionale permanente per la discussione e l’approfondimento multidisciplinare delle problematiche relative alla sicurezza ed alla difesa. Le attività condotte nel suo ambito e quelle che da esse conseguono concorrono a porre i suoi componenti nelle condizioni di esercitare, in maniera sinergica rispetto a linee d’azione condivise, i rispettivi ruoli istituzionali, sia in rapporto alla propria specifica area di competenza sia a supporto di quella di ciascuno degli altri. Attraverso esso i suoi componenti possono concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze”.

Secondo le fonti istituzionali, la riunione, per quanto convocata solo la settimana scorsa, era già in programma da settembre; va inoltre ricordato che il Consiglio, negli ultimi cinque anni, si è riunito sempre tra febbraio e marzo, e poi tra ottobre e novembre. Quest’anno però non si è tenuta la riunione primaverile, complici i tempi duri del primo lockdown; era quindi la prima volta in questo 2020 che le più alte cariche dello stato si riunivano in questa sede.

Tale premessa serve per sottolineare come nulla di tutto ciò che è stato fatto ha motivo di essere oggetto di complotti, ma, con questo post, vogliamo provare ad ipotizzare un tema di discussione della riunione che ovviamente non è stato portato all’attenzione del pubblico, o almeno non esplicitamente. Ed infatti possiamo leggere nella nota diffusa dal Quirinale che, prima di trattare gli argomenti in agenda, il Consiglio ha espresso “riconoscenza a tutte le articolazioni della Difesa, che stanno fornendo il loro prezioso contributo, con assetti sanitari, logistici e operativi, alla risposta nazionale alla pandemia da COVID-19”. Successivamente tale argomento (l’impiego del personale dell’Esercito impegnato nell’operazione “Strade sicure” per effettuare i controlli sul rispetto delle norme anti-Covid) non è stato più trattato dai partecipanti.

Bene.

Secondo la nostra opinione, appare quanto meno dubbioso che tale argomento non sia stato oggetto di discussione all’interno del Consiglio. Ecco perché:

  • L’Esercito Italiano conduce l’Operazione “Strade Sicure”, su territorio nazionale, ininterrottamente dal 4 agosto 2008, in virtù della L. n. 125 del 24 luglio del 2008 e della L. n. 160 del 27 dicembre 2019 (poco prima dello scoppio dell’epidemia in Italia) che ha prorogato, in relazione alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo, la prosecuzione dell’impiego di un contingente di personale militare delle F.A., che agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza. Tale operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso della Forza Armata in termini di uomini, mezzi e materiali. […] Attualmente, risultano impiegati per l’Operazione “Strade Sicure” 7.050 donne e uomini dell’Esercito Italiano, che garantiscono una presenza capillare sul territorio nazionale contribuendo fattivamente alla realizzazione di un ambiente più sicuro.
  • L’ operazione Strade Sicure, a partire dall’inziale diffondersi del fenomeno epidemico, è stata oggetto di rimodulazioni su scala nazionale, incrementi nelle aree focolaio, riconfigurazioni dei servizi su scala locale e adeguamento dei servizi in atto, tutto al fine di implementare le misure di contrasto al COVID19 adottate dalle autorità di Governo.Anche in funzione della comprovata efficacia dello Strumento Militare Terrestre nello svolgimento di operazioni di Homeland Security, il Contingente è stato incrementato sulla base dei provvedimenti Governativi, in fasi successive, andando a schierare le forze (753 un. aggiuntive) nelle aree più colpite con particolare riferimento a Lodi, Vo’ Euganeo, Bergamo, Enna, Barletta, Novara, Cuneo, Pesaro (esigenze terminate) Agrigento, Bari, Brindisi, Caltanissetta, Catanzaro, Cosenza, Gorizia, Messina, Napoli, Salerno, Trieste, Udine (ancora in corso) portando il livello di forza impiegato a 7.803 unità. Infine, considerando lo sviluppo del quadro epidemico e delle dimensioni che ha assunto, in relazione all’evoluzione del quadro normativo e della necessità di implementare le misure di contenimento su tutto il territorio nazionale, la F.A., riconfigurando completamente il framework delle attività in atto e pianificate, ha predisposto un piano per l’attivazione e lo schieramento di un numero complessivo di 6.000 militari, tratti su base regionale con diverse prontezze (attualmente 72, 120 ore e 14 giorni).
  • Come ricorderete, prima dell’uscita del DPCM del 13.10.2020, nella bozza che stava circolando nei giorni precedenti si leggeva: “Nei luoghi privati il titolare, sia che trattasi di abitazioni familiari o sedi associative, può consentire l’accesso a un massimo di dieci persone diverse dal proprio nucleo familiare risultante dall’anagrafe comunale. Per assicurare il rispetto di tale prescrizione gli incaricati dalla pubblica autorità potranno in qualsiasi momento chiedere l’accesso e procedere alla identificazione dei soggetti presenti nell’immobile”. Noi di Kairòs appena uscito il DPCM abbiamo subito rassicurato gli animi su come tale normativa non fosse stata inserita nel testo definitivo, scongiurando quindi lo Stato di Polizia, ma pochi giorni dopo, esattamente il 15.10.2020, un incredibile retroscena è saltato fuori tramite un’inchiesta de il Riformista. Secondo l’artico “È stata la polizia e il ministero delle polizie a evitare che l’Italia diventasse uno stato di polizia dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private per verificare il numero di quanti siedono intorno ad un tavolo o davanti a una tv”. In base alle ricostruzioni fatte, successivamente alle dichiarazione del ministro Speranza – «i party privati dovranno sottostare a controlli» – il premier Conte avrebbe convocato la ministra dell’Interno Lamorgese per chiedere se tale possibilità fosse fattibile senza stracciare completamente i diritti costituzionali (alla faccia dell’avvocato del popolo). La Lamorgese, nonostante la laurea in giurisprudenza dovrebbe darle piena conoscenza dell’inviolabilità del domicilio se non su mandato, impreparata alla domanda fatta da Conte, coinvolge a sua volta per un parere tecnico il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli. Egli – secondo l’articolo de il Riformista – nel giro di poche ore produce nel giro appunto che spazza via ogni dubbio per questioni di ordine giuridico e altre di natura pratica; quest’ultime così sintetizzabili: le forze dell’ordine, tutte, hanno già abbastanza da fare nel contrasto dei reati, la gestione dei flussi migratori e ora anche delle norme di contenimento anti-Covid, che non possono essere coinvolte in controlli che «potrebbero nascere da meccanismi delatori, rivalità e dissidi di vicinato».

Ebbene, data la sequenza temporale di tali eventi, nessuno può avere la certezza che durante la riunione tenutasi oggi non si sia discusso di come l’ingente utilizzo dei militari per le strade potrebbe servire proprio ad alleggerire i compiti delle forze dell’ordine, che potrebbero, quindi, essere utilizzate anche per altri scopi, come il controllo presso il proprio domicili. D’altronde sia Conte che Lamorgese, presenti alla riunione odierna, si sono dimostrati disponibili a prendere in considerazione tale possibilità.

Probabilmente abbiamo torto, speriamo. La nostra, infatti, è soltanto una supposizione; una supposizione che nasce, però, dalla lettura degli eventi nella loro complessità, indagandone le interconnessioni anche nel lungo periodo, al fine di avere chiara la direzione che essi stanno prendendo. È sotto gli occhi di tutti la politica del terrore che da mesi oramai imperversa tra le istituzioni ed i media mainstream…è veramente da folli prendere in considerazione tale possibilità? Siamo sicuri che se il domicilio venisse violato le persone protesterebbero? Possiamo veramente sperare che le persone non baratteranno i loro diritti fondamentali in nome di una sperata sicurezza sanitaria? Rimarremo vigili alla ricerca di una risposta.

A seguire link utili alla lettura dell’articolo: http://www.esercito.difesa.it/…/Operazione-Strade…https://www.quirinale.it/elementi/50811https://www.quirinale.it/elementi/50815https://www.quirinale.it/page/csdhttps://www.ilriformista.it/franco-gabrielli-il…/…