Da lunedì 26.10.2020, e fino al 24.11.2020, è in vigore il nuovo DPCM firmato dal Presidente Conte.

Quest’ultimo provvedimento si inserisce in un pesante clima di paura per un possibile lockdown, a causa delle prese di posizione di alcuni governatori regionali, che hanno istituito il coprifuoco notturno nelle rispettive regioni. Numerose sono le proteste che, sia prima dell’uscita del nuovo DPCM, sia successivamente, si sono svolte e si stanno svolgendo in tutta Italia, in particolare a Milano, Torino, Roma e Napoli.

Ma quali sono le disposizioni più interessanti da porre al vaglio:

  1. Art 1 comma 4: “È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Niente lockdown quindi, posso camminare per strada (finchè il governatore della mia regione me lo consente) ma mi è sconsigliato…ci chiediamo quale sia il valore giuridico-sanitario di tale affermazione! “Resterà nei manuali di diritto pubblico” come sottolinea Sebastiano Messina, giornalista di Repubblica.
  2. Art 1 comma 9 sez i): “Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito solamente in forma statica, a condizione che nel corso di esse siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento”. Ci sembra importante sottolineare come questa disposizione possa essere considerata una delle poche che differenzia sostanzialmente il lockdown della fase 1 rispetto ad ora. La possibilità di manifestare il proprio pensiero, anche se “in forma statica”, è un diritto inalienabile (ed incomprimibile, secondo nostra opinione, da un DPCM) garantito dalla costituzione.
  3. Art 1 comma 9 sez n): “Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza”. Anche questa volta lo spettro dei controlli in casa da parte delle forze dell’ordine (su soffiata dei vicini) è stato allontanato, ma, oltre a porci delle domande sulla costruzione sintattica di tale affermazione (cosa si intende per non ricevere altre persone oltre ai conviventi? Se queste persone già vivono con me, come le dovrei ricevere?), sottolineiamo il ritorno della raccomandazione e dell’inesistenza di un suo valore giuridico.
  4. Art 1 comma 9 sez s): “l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza […] le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili…incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75% delle attività”. Implementato lo svuotamento delle classi e, di conseguenza, la DaD nonostante i miliardi spesi per rendere le scuole sicure e pronte alla riapertura. A lungo si potrebbe discutere della compressione del diritto all’istruzione che tanti giovani stanno vivendo in nome della digitalizzazione sicura.
  5. Art 1 comma 9 sez dd) – ee): “Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni”; “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 05.00 alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone al tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le 18.00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; […] resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio…,nonché fino alle ore 24.00 la ristorazione con asporto…; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori”. È questa la decisione del governo che maggiormente ha scatenato le proteste di questi giorni. Tantissimi sono infatti i commercianti, gli artigiani ed i liberi professionisti che si stanno riversando nelle strade e nelle piazze italiane sostenendo il proprio diritto al lavoro, per il mantenimento di una vita dignitosa per se stessi e per le famiglie. La crisi economica che vivremo nei prossimi anni spaventa più del virus oramai, sono moltissime le persone che usciranno da questo periodo di pandemia molto più povere di prima, e con un’economia (quella italiana) già stagnante da anni, sono sempre di più le coloro che non hanno certezze sul proprio futuro economico.
  6. Art 1 comma 9 sez ii): “il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto”. Affermazione molto criptica quella contenuta in questa parte del DPCM – che va letta in relazione all’art 1 comma 4: “È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati” – che sembra quasi voler suggerire la messa a disposizione per i cittadini di meno mezzi di trasporto pubblico, in modo da disincentivare fisicamente (oltre che attraverso la raccomandazione di cui prima) le persone a spostarsi per le città. Si aggiunga a ciò la situazione già critica del trasporto urbano in molte città italiane. Insomma, invece di mettere meno persone in più mezzi pubblici, si agisce limitando i mezzi di trasporto…bha.
  7. Art 3 comma 1 sez b): “al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, è fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività”Tale disposizione ha suscitato le perplessità di molte persone riguardo al suo significato (della serie: cioè?). Per una chiara spiegazione si rimanda alla lettura di: https://tech.fanpage.it/cosa-cambia-per-lapp-immuni-dopo…/, https://quifinanza.it/…/app-immuni-diventa…/425126/

A seguire, link del testo integrale del DPCM http://www.governo.it/…/new…/files/DPCM_20201024.pdf